Sunday, 5 July, 2009

Gli extraterrestri sono tra noi

Semplici forme di vita adattate ad ambienti estremi sulla Terra potrebbero essere gli abitanti di mondi alieni

Gli extraterrestri sono tra noi Gli extraterrestri sono tra noi

Le Nuove “Luci” dell’Universo

La scienza fuori dal Sistema Solare: Stelle, Galassie, Quasar, Buchi Neri, Supernovae, Cosmologia, etc....

Le Nuove “Luci” dell’Universo Le Nuove “Luci” dell’Universo

Sir William Herschel e il metodo della parallasse

Soltanto dopo la scoperta del telescopio, gli astronomi diedero autenticità alle loro conoscenze: si resero conto che lo spazio non si fermava a Saturno, ma si estendeva ben oltre, e che la Via Lattea era costituita da migliaia di piccole stelle. La domanda che ne seguì fu la seguente: a che distanza si trovavano le stelle?

Sir William Herschel e il metodo della parallasse Sir William Herschel e il metodo della parallasse

Asteroidi che sfiorano la Terra (Parte 2/2)

I corpi del Sistema Solare che transitano nei pressi della Terra non sono solo asteroidi. Classificati con il generico nome di "NEOs" (Near Earth Objects), ossia "Oggetti Vicini alla Terra", essi comprendono corpi assai differenti per dimensioni e origine.

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La scala delle distanze cosmiche

Il problema della determinazione della scala delle distanze cosmiche riveste un ruolo chiave in astronomia. La misura della distanza delle sorgenti celesti consente di vincolare le dimensioni dell'Universo e la distribuzione spaziale degli oggetti che lo compongono. Allo stesso tempo, la conoscenza della distanza, nota che sia la magnitudine apparente delle sorgenti in esame, fornisce la luminosità intrinseca delle stesse e quindi informazioni cruciali sui meccanismi di radiazione, sulle proprietà fisiche e sull'evoluzione di questi oggetti.

La scala delle distanze cosmiche La scala delle distanze cosmiche

Scoperto un nuovo oggetto del Sistema Solare

Posted by Raffaele Battaglia On agosto - 22 - 2008

Un nuovo oggetto del Sistema Solare……un “pianeta minore” con il nome prosaico di 2006 SQ372, a poco più di 3 miliardi di chilometri dalla Terra. Ma questa massa di ghiaccio e roccia sta iniziando il suo viaggio di ritorno della durata di circa 22500 anni che lo porterà a quasi 250 miliardi di chilometri, circa 1600 volte la distanza della Terra dal Sole,  secondo quanto dichiarato da un team di ricercatori dello Sloan Digital Sky Survey (SDSS-II) .

Quest'immagine mostra l´orbita del nuovo oggetto scoperto nel Sistema Solare, SQ372 (in blu), paragonata all´orbita di Nettuno (in bianco), di Plutone (in verde) e di Sedna (in rosso). La posizione del Sole è segnata dal punto giallo al centro. Il riquadro piccolo mostra una vista espansa, che include l´orbita di Urano, Saturno e Giove all'interno dell´orbita di Nettuno. Perfino in questa scala, l´orbita della Terra è indistinguibile dal punto giallo centrale che identifica il Sole. [Fonte: N. Kaib]La scoperta di questo rimarchevole oggetto è stata comunicata a Chicago il 18 agosto scorso, ad un congresso internazionale intitolato “The Sloan Digital Sky Survey: Asteroids to Cosmology”.

Mentre il percorso orbitale dei pianeti maggiori del Sistema Solare è quasi circolare,  l’orbita di 2006 SQ372 è un ellisse 4 volte più lunga che larga, come afferma Andrew Becker dell’Università di Washington, che dirige il team.

L’unico oggetto conosciuto con un’orbita paragonabile è Sedna – un distante pianeta nano simile alla tipologia di Plutone, scoperto nel 2003 – ma l’orbita di 2006 SQ372 si spinge fino a 1.5 volte più lontano dal Sole  ed il relativo periodo orbitale è quasi due volte più lungo.

Il nuovo oggetto è molto più piccolo di Sedna,  probabilmente 50-100 chilometri contro i 1.600 del “fratello maggiore”. “È sostanzialmente una cometa, ma non raggiunge mai distanze sufficientemente vicine al Sole da far si che si possa sviluppare  una coda che possa essere lunga e luminosa.„

Il team di Becker ha trovato 2006 SQ372 applicando uno speciale algoritmo di ricerca finalizzato ad uno scopo  completamente differente: la ricerca di esplosioni di supernovae distanti miliardi di anni luce, per misurare l’espansione dell’Universo. L’indagine delle supernova di SDSS-II ha esplorato la stessa fascia di  cielo, una zona 1.000 volte più grande della Luna piena, ogni notte buona nell’autunno del 2005, del 2006 e del 2007.

“Se si possono trovare gli oggetti che esplodono, si possono anche trovare oggetti che si muovono, ma si ha comunque bisogno di tools differenti per cercarli„, afferma  Lynne Jones, membro del team  dell’Università di Washington. “Gli unici oggetti abbastanza vicini da poterne valutare una variazione di posizione da una notte all’altra si trovano soltanto nel Sistema Solare”, spiega Jones.

SQ372  è stato scoperto in una serie di immagini prese fra il 27 settembre e 21 ottobre 2006. Andrew Puckett, dell’Università di Alaska Anchorage, dopo questa scoperta è andato a cercare tra le osservazioni dell’autunno 2005, per trovare altre prove che confermassero la scoperta. Rilevazioni successive di SQ372 sono state trovate nei dati relativi  alle stagioni osservative del 2006 e del 2007

Il giovane Nathan Kaib, un altro membro del team dell’Università di Washington, ha effettuato varie simulazioni al computer per comprendere come  2006 SQ372 abbia potuto raggiungere quest’orbita insolita. “Potrebbe essersi formato, come Plutone, nella cintura di detriti ghiacciati oltre l’orbita di Nettuno, ottenendo la spinta gravitazionale dall’incontro con  Nettuno o con Urano, che lo ha portato in quest’orbita allungata„ dice Kaib. “Tuttavia, pensiamo che sia più probabile che SQ372 provenga dalle regioni interne della nube di Oort.„

Nel 1950, spiega Kaib , l’astronomo olandese Jan Oort ha ipotizzato che la maggior parte delle comete provengano da un enorme bacino di corpi ghiacciati, simili ad asteroidi,  che sono stati espulsi dal Sistema Solare interno da perturbazioni gravitazionali indotte dai pianeti giganti, proprio  mentre i pianeti stessi si stavano formando 4.5 miliardi anni fa. La maggior parte degli oggetti nella nube orbita intorno al Sole  ad una distanza di parecchi migliaia di miliardi di chilometri, ma l’influenza gravitazionale delle stelle vicine può alterare l’orbita di questi oggetti, scagliandone alcuni nello spazio interstellare e deviandone altri all’interno del Sistema Solare dove molte di esse, in vicinanza del Sole, divengono comete.

“Anche nel punto  più distante dal Sole, 2006 SQ372 sarà 10 volte più vicino della presunta  nube di Oort”, dice Kaib. “L’esistenza di una nube di Oort interna„ è stata prevista teoricamente da molti anni, ma SQ372 e forse Sedna sono i primi oggetti che abbiamo trovato che sembrano essere prodotti in quel luogo remoto. È emozionante che stiamo cominciando a trovare verifiche di queste previsioni.„

Becker nota che 2006 SQ372 era abbastanza luminoso da poter essere trovato con SDSS soltanto perché si è trovato nel punto dell’orbita più vicino al Sole e aggiunge che la ricerca di supernovae di SDSS-II ha scandagliato  meno dell’un per cento del cielo. “È probabile che vi siano molti altri oggetti di questo tipo che aspettano di essere scoperti con la prossima generazione di osservazioni, che punteranno ad oggetti più deboli e riguarderanno più zone del cielo,„ dice Becker. “In una decade, dovremmo sapere molto di più su questa popolazione di oggetti rispetto a quanto conosciamo oggi.„

“Uno dei nostri obiettivi,„ dice Kaib, “è di capire l’origine delle comete, che sono fra gli eventi celesti più spettacolari. Ma l’obiettivo più importante è di osservare nuovamente dentro la storia remota del nostro Sistema Solare e di comprendere che cosa accadeva quando i pianeti si stavano formando.„


[Fonte: Astronomy.com]

3 Responses

  1. Ser Said,

    POSSO PERMETTERMI DI SOTTOPORLE UNA DOMANDA RIGUARDO UN ESERCIZIO PROPOSTOCI DURANTE UN CORSO DI ASTRONOMIA?
    LA DOMANDA è LA SEGUENTE:
    E’ stata mai trovata una traccia di vita nel Sistema Solare, al di fuori della Terra?

    RISPOSTE POSSIBILI:
    A
    Sì, sul pianeta Marte
    B
    Sì, su Titano, il satellite di Saturno
    C
    Sì, all’interno di un cratere della Luna
    D No, mai
    IO HO SEGNATO LA D, L’ULTIMA…KE NE PENSA?

    MENTRE LA PRIMA DOMANDA ERA:
    E’ possibile affermare con certezza quale sia la probabilità che esistano altre forme di vita nell’Universo?
    RISPOSTE:
    A
    Sì, certamente
    B
    E’ impossibile
    C
    Dipende da cosa si intende per “forme di vita”
    D
    Sì, se ci manteniamo su probabilità molto basse
    HO SEGNATO LA D…DIPENDE COSA SI INTENDE X FORME DI VITA….X LEI?
    CORDIALISSIMAMENTE…
    SERGIO

    Posted on dicembre 7th, 2008 at 11:52 am

  2. SSer Said,

    SCUSI LA SECONDA EMAIL MA CREDEVO L’INDIRIZZO NON FOSSE SCRITTO CORRETTAMENTE, AI FINI DI POTER RICEVERE LA SUA GENTILE RISPOSTA.
    SERGIO

    Posted on dicembre 7th, 2008 at 11:54 am

  3. Raffaele Battaglia Said,

    Caro Sergio,
    ti ringrazio per le domande poste e non devi chiedermi scusa. Chiedere è sempre lecito e sono ben lieto di risponderti.

    Allora….
    Per quanto riguarda la prima domanda la tua risposta è corretta: Allo stato attuale non è stata trovata ancora vita fuori dal Sistema Solare. Sono state, però, individuate tracce di elementi correlabili con la vita. Ad esempio, in un lavoro fatto dalla mia società, in collaborazione con la NASA, nell’ambito della missione spaziale Stardust [vedi: http://stardust.jpl.nasa.gov/home/index.html, che ha riportato sulla Terra campioni di polvere cometaria, dalle analisi spettroscopiche sui campioni abbiamo trovato tracce della presenza di molecole organiche. Le molecole organiche sono alla base della vita anche se queste molecole non possono considerarsi vita!
    Dunque per quanto concerne la vita come noi la intendiamo oggi…purtroppo ancora niente, anche se credo fermamente che essa non si sia sviluppata unicamente sul nostro pianeta.

    Per quanto concerne la seconda domanda…beh! secondo me è stata posta male e in ogni modo la risposta sarebbe molto più complessa delle semplici 4 possibilità proposte. In ogni modo secondo me nessuna delle risposte è corretta. Ciò che intendo è che, è vero, oggi non abbiamo possibilità di calcolare l’esatta probabilità, però ciò non vuol dire che sia impossibile (come la risposta B) fornire una valutazione di masima. Semplicemente….. allo stato attuale le nostre conoscenze non sono sufficienti ad ottenere una statistica corretta. Per una valutazione statistica, in effetti abbiamo bisogno di un campione sufficiente di dati e oggi noi abbiamo solo un dato certo…la vita si è sviluppata sulla Terra. Ti faccio un esempio concreto. Supponiamo che in una classe nella quale ci sei anche tu non puo sapere quanti compagni di classe hai perchè non ti è dato (per assurdo) di poter vedere o sentire… non hai mai avuto inoltre alcuna possibilità di verificare in base alle tue esperienze personali la statura degli altri esseri umani.
    Il professore ti pone questa domanda: quale è l’altezza media dei tuoi comagni di classe? Beh! non puoi rispondere a questa domanda in quanto l’unico dato certo che hai è il valore della tua altezza (supponiamo 1,85 cm). Potresti rispondere solo: io sono alto 1,85 cm ma gli altri compagni possono essere alti da 0 cm fino all’infinito.
    Sai che ci sono altri compagni ma non hai un numero sufficiente di dati per rispondere. Potrebbero, per assurdo, esserci compagni alti 30 metri ed altri alti 50 cm!!!!!
    Supponi poi che ad un certo punto il professore ti rivela che in classe ci sono alri 29 compagni e che 2 di essi sono alti rispetivamente 1,80 cm e 1,74 cm. A questo punto hai già un’indicazione del fatto che il 10% della classe ha un’altezza media compresa tra 1,74 cm e 1,85 cm. Poi ti rivela l’altezza di altri 12 compagni di classe. Se anch’essi hanno altezze comprese tra 1,70 cm e 1,90 cm…cominci ad avere un buon margine di certezza sull’altezza media dei compagni di classe inizi a credere che sia difficile avere compagni alti 50 cm o 30 metri.. Via via che ti vengono forniti dati ulteriori la tua risposta e la tua conoscenza sulla statura degli altri si avvicina sempre di più al valore esatto.
    Beh! non voglio dilungarmi..ciò che voglio dire è che se abbiamo come dato di partenza solo quello che la vita esiste sulla Terra non possiamo ottenere una stima attendibile sulla possibilità di vita in altri posti. Possiamo però supporre che vi sia una certa possibilità che la vita si sviluppi in luoghi simili alla Terra….
    Mancano però tanti tasselli importanti..come ad esempio….come o che cosa ha dato il via alle prime forme di vita? e in che modo?

    Io se proprio avessi dovuto scegliere obbligatoriamente una risposa tra le 4 propste forse avrei optato per la C: Dipende da cosa si intende per “forme di vita”.

    Perchè? provo a spiegarmi.
    Oggi noi sappiamo che la vita per svilupparsi ha bisogno dell’ acqua e si basa fondamentalmente su molecole a base di carbonio. So inoltre, poichè è il nostro caso, che potrebbe esistere su un pianeta che ruota intorno ad una stella simile al Sole e ad una distanza tale da consentire condizioni climatiche simili alle nostre.
    A questo punto se voglio avere una stima grossolana della probabilità di vista fuori dalla Terra dovrei andare a cercare tutti posti nell’Universo nei quali vi sia l’acqua, un pianeta che orbita intorno ad una stella simile al nostro Sole, ad una certa distanza da esso e così via.

    Ok! è tutto corretto…però…solo se consideriamo la vita come noi la conosciamo.
    E se la vita potesse svilupparsi anche là dove non c’è acqua? ma ad esempio in un pianeta con mari di metano oppure di ammoniaca….o intorno ad una stella gigante rossa..oppure ancora in un pianeta lontano dalla stella centrale ma in cui le attività termiche interne sono tali da permettere condizioni di temperatura favorevoli. E se ancora potesse basarsi non già sul carbonio…ma sul silicio o altro?
    Le combinazioni sarebbero infinite e la possibilità di una stima realistica sempre più complicata. Riprendendo l’esempio della classe….cosa succederebbe se ad un certo punto tra i nostri compagni di classe ne scopriamo uno alto 30 metri????
    La nostra statistica finora sempre più accurata andrebbe un pò a farsi friggere!!!

    Vedi? è per questo che dico che secondo me nessuna delle risposte proposte è corretta….è come aver posto la domanda se è nato prima l’uovo o la gallina.

    In ogni modo prima di salutarti vorrei consigliarti un libro bellissimo dove si tratta proprio di questo (potresti consigliarlo a chi ti ha posto questa domanda ;-) )).

    Il libro è di Isaac Asimov e si intitola “Civiltà extraterrestri”. Asimov analizza, con rigore scientifico, i meccanismi alla base della formazione dell’universo, delle galassie, del sistema solare, della Terra e infine della vita sul nostro pianeta. Attraverso poi uno stringente metodo deduttivo, sulla base delle conoscenze scientifiche all’epoca, Asimov formula una serie di ipotesi sulla probabilità dell’esistenza di forme di vita extra-terrestri.

    Come potrai constatare leggendo questo libro, non è impossibile ottenere una stima della possibilità di vita fuori dalla Terra…..il problema è un’altro: Quanto la stima da noi fatta si avvicina alla realta? Questo oggi e sulla base delle nostre conoscenze non ci è dato saperlo.
    E’, inoltre, un argomento che sto cercando di trattare su questo blog, nella sezione “Astrobiologa” e che di volta volta mi vedrà pubblicare un nuovo post sull’argomento.

    Bene…ora ti saluto.. sperando di non averti confuso ancor di più le idee.

    In Bocca Al Lupo per tutto

    Raffaele

    Posted on dicembre 8th, 2008 at 4:22 pm

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