Marte (Vite Extraterrestri) - Parte 2
L’ultima volta eravamo rimasti al fatto che l’atmosfera di Marte fosse estremamente rarefatta, tanto da risultare centinaia di volte meno densa di quella terrestre.
Le radiazioni provenienti dal Sole arrivano indisturbate alla superficie, anche quelle “pericolose” al punto di poter distruggere le molecole di DNA. Sulla Terra, per nostra fortuna, la densa atmosfera compie un lavoro mirabile, selezionando le radiazioni “buone” che arrivano alla superficie e scaldano il pianeta, permendo a noi, attraverso la vista, di ammirare tutta la bellezza del nostro pianeta e dei suoi colori. Quelle radiazioni per così dire “cattive” vengono, invece, filtrate ad esempio mediante lo strato di ozono. In tal moso tali radiazioni non giungono alla superficie in grosse quantità, dove sarebbero letali per le specie viventi.
Ciò su Marte non avviene…….ma c’è dell’altro, purtroppo!
Un’atmosfera così rarefatta determina una probabilità bassissima di trovare acqua allo stato liquido sulla superficie. Oltretutto la quantità di acqua presente in atmosfera è così poca che se anche dovesse precipitare tutta sotto forma di pioggia ricoprirebbe
l’intero pianeta con uno strato uniforme di soltanto un milionesimo di metro! E anche la possibilità che possa piovere è davvero nulla. E c’è dell’altro: per un’incredibile coincidenza la pressione atmosferica alla superficie è quasi coincidente con il così detto punto triplo dell’acqua.
Il punto triplo dell’acqua è quel punto nel diagramma di stato dove le condizioni di temperatura e pressione sono tali da far trovare l’acqua in una condizione di fase contemporaneamente liquida, solida e gassosa. Questo implica che è altamente improbabile la persistenza di acqua
allo stato liquido. Il ciclo dell’acqua su Marte consiste, dunque, quasi
esclusivamente in fenomeni di scambio fra atmosfera e superficie mediante condensazione
e sublimazione. Niente piogge per quel che ne sappiamo!!!
Ora, la presenza di acqua allo stato liquido è fondamentale allo sviluppo e alla sussistenza di forme di vita come noi le conosciamo. Tutte le forme di vita sulla Terra pare abbiamo iniziato il percorso evolutivo in un ambiente allo stato liquido e le ragioni sono innumerevoli e mi riservo di discuterle in un post futuro.
Eppure, se osserviamo la superficie troviamo evidenze indiscutibili della presenza, almeno in passato dell’acqua (a meno che non ci abbiamo capito niente!)…..ma allora dove è andata a finire???
Vi sono molte idee a tal proposito….si potrebbe scrivere un libro intero sulla questione.
La prima, forse la più pessimistica, è che sia letteralmente evaporata nello spazio…e allora niente possibilità!
La seconda è che l’acqua sia parzialmente intrappolata nelle calotte polari e per la maggior parte risieda nel sottosuolo sotto forma di permafrost, cosa peraltro evidenziata negli ultimi anni da molte missioni spaziali.
Cosa è successo allora? Perché un tempo c’era acqua in abbondanza in superficie e oggi non più?
Forse c’è stato un cataclisma devastante, come l’impatto di un grosso meteorite, che ha alterato i parametri orbitali del pianeta o ha letteralmente sconvolto il delicato equilibrio di Marte. Un pò come successe circa 60 milioni di anni fa sulla Terra, in concomitanza della scomparsa dei dinosauri….ma di proporzioni più devastanti!
Basti, ad esempio, osservare il bacino d’impatto chiamato Hellas Planitia.
Credete che un impatto del genere possa distruggere e sconvolgere un intero pianeta per sempre? Beh…io penso di si!
Immaginate un pianeta come la Terra, grande in diametro circa la metà…. con una forza di gravità di circa un terzo e nel quale stia iniziando a svilupparsi qualche forma di vita….o nel quale vi siano già presenti migliaia o milioni di specie differenti. Mari, laghi, vegetazione e tant’altro. Un giorno ignoto del lontano passato un asteroide…una cometa o quant’altro di varie decine o centinaia di chilometri di grandezza, alla velocità di decine di km al secondo si schianta con tutta l’energia cinetica che porta con se contro la superficie di Marte. In un attimo tutto cambia! I mari evaporano…la stessa crosta marziana fonde letteralmente….il pianeta è sconvolto in modo irreparabile..con tutto ciò che di prezioso è custodito su di esso!!!
Beh! E’ soltanto un’ipotesi, però molto più plausibile di quello che possiamo immaginare. Basti osservare quanti crateri ha la Luna, Mercurio e lo stesso Marte. Sulla Terra, sebbene vi siano tracce di crateri d’impatto, è tutto meno evidente grazie all’azione erosiva degli agenti atmosferici e della vita stessa.
Ma c’è anche un’altra ipotesi….
Vedete…Marte è davvero un pianeta singolare….diciamo un pianeta dei records… sulla superficie è presente, infatti, il più grande vulcano conosciuto del Sistema Solare: l’Olympus Mons…e una moltitudine di altri vulcani.
l’Olympus Mons è un vero e proprio titano….il signore dei vulcani. Alto 25 km (quasi 3 volte il nostro caro monte Everest, che in confronto fa una brutta figuraccia) e largo quasi 500 Km.
Tutto ciò implica che su Marte almeno in passato ci sia stata attività vulcanica…o che tale attività possa ripresentarsi periodicamente anche oggi.
Ma cosa può implicare un’attività vulcanica, attraverso titani come l’Olympus Mons?
Beh…si potrebbe immaginare una grande quantità di vapore acqueo e gas immessi in atmosfera..al punto da innalzare temporaneamente la pressione atmosferica e da permettere l’avvio di fenomeni piovosi e condizioni atmosferiche meno estreme di quelle oggi osservate. L’acqua intrappolata nel permafrost potrebbe “riemergere” grazie all’aumento della temperatura per effetto serra e ricoprire le depressioni del pianeta formando mari e laghi per chissà quanto tempo! Contemporaneamente una maggiore densità atmosferica ridurrebbe le escursioni termiche e proteggerebbe meglio dalle radiazioni dannose.
Certo è vero anche che fenomeni saltuari e poco stabili come questi non sarebbero vantaggiosi per lo sviluppo di forme di vita superiore…ma potrebbero risvegliare e portare allo scoperto microorganismi in letargo da chissà quanto tempo!!!
Ciò che si può affermare a questo punto è che con ogni probabilità la vita marziana oggi è davvero difficile poterla trovare in superficie…forse un tempo lontano vi sono state forme di vita ormai estinte da chissà quale cataclisma….o per la semplice lenta “morte” del pianeta. Ciò che potremmo attenderci sarebbero dunque microorganismi, molto probabilmente presenti nel sottosuolo…..
La risposta? credo che la risposta definitiva potrà essere data soltanto pianificando una serie di missioni planetarie mirate alla ricerca di vita su Marte….e chissà che un giorno, se saremo fortunati, non troveremo qualche microorganismo o addirittura qualche fossile che ci dimostrerà come la vita non sia una prerogativa della nostra cara Terra.
Ci sentiremo dunque un pò meno soli e, se già 2 pianeti su 9 (scusate 8……pare che Plutone sia stato declassato, poverino!) del nostro solo Sistema Solare hanno dimostrato di supportare la vita (anche solo temporaneamente) forse saremo un pò più confidenti del fatto che l’Universo sia una gigantesca incubatrice dove il gioco della creazione è perpetrato secondo un fine magnificamente misterioso!.
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