Collisioni Stellari - Parte 1/2

Una nana bianca……ovvero una stella superdensa 100 volte più piccola del Sole, ma con una massa paragonabile, si avvicina alla nostra stella alla velocità di oltre 600 km al secondo. I due astri si attraggono reciprocamente come due magneti e la nana bianca, come un proiettile che procede inesorabile verso il suo inerme obiettivo, trafigge il Sole, come una lama rovente attaverso una noce di burro.

Una strana eruzione della stella V838 Monocerotis avvenuta parecchi anni fa sta ancora continuando a confondere gli astronomi. Un nuovo studio fa supporre che questo fenomeno sia il risultato di una collisione stellare. [Immagine: NASA/ESA/H Bond/ST]

L’onda d’urto comprime e innalza la temperatura degli strati esterni del Sole fino a far innescare nuove reazioni termonucleari. In meno di un’ora la nana bianca attraversa il Sole da parte a parte……. la nostra maestosa fonte di luce e di vita diviene improvvisamente soltanto un ricordo!

E noi? noi non avremmo che la possibilità di assistere impotenti a questa straordinaria tragedia.

E poi? Niente più ?

Se avessimo la sia pur minima possibilità di  sopravvivere all’enorme fiume di radiazioni generato dalla collisione, osserveremmo la spietata nana bianca allontanarsi come se nulla fosse accaduto.

Beh! state tranquilli. Pare proprio, infatti, che tra i probabili destini del nostro Sole questo sia quello relegato in coda, nelle ultime file. Vedete….la distanza media tra le stelle della nostra galassia è tale per cui la probabilità di una collisione risulti praticamente nulla. Già nel XX secolo un eminente astrofisico britannico, James Jeans, calcolò  che nella nostra galassia mai uno solo dei più di 100 miliardi di astri sia stato testimone di uno scontro stellare.

I calcoli effettuati da James Jeans valgono, però, in regioni della nostra galassia in cui la concentrazione di stelle è simile a quella nei dintorni del Sistema Solare. Vi assicuro che anche quando consideriamo due stelle vicine, stiamo parlando sempre di distanza inimmaginabili. Basti pensare alla distanza tra il Sole e la stella più vicina, Proxima Centauri. Questa stella, tanto vicina a noi, dista la bellezza di circa 40.000.000.000.000 km (circa 4 anni luce)! Considerando che il diametro di una stella media come il Sole è di “appena” 1.392.000 km ci si rende benissimo conto di quanto spazio “vuoto” vi sia tra le stelle.

Questo ´sciame` di stelle è l´ammasso globulare M80 (NGC 6093), uno dei più densi dei 147 conosciuti nella nostra galassia. Distante circa  28.000 anni luce dalla Terra M80 contiene centinaia di migliaia di stelle, tenute insieme dalla mutua attrazione gravitazionale. Con ogni probabilità in questo ammasso sono avvenute molte collisioni stellari e molte altre ancora avverranno in futuro [Immagine: The Hubble Heritage Team (AURA/STScI/NASA)]

Eppure, da qualche parte altre stelle hanno già subito questo tragico destino. Vi sono luoghi dell’Universodove  l’eventualità di una collisione è molto più che un improbabile caso sfortunato. Un esempio per tutti è rappresentato dagli ammassi stellari e per la precisione degli ammassi globulari. Gli ammassi globulari, possiamo definirli come regioni un pò più “esotiche” della Via lattea (il nome con il quale chiamiamo la nostra galassia)  dove la concentrazione di stelle è tale da poter contenerne in uno spazio di pochi anni luce anche più di un milione. In tali condizioni la probabilità di una collisione stellare aumenta anche più di 10.000 volte.  E sembra proprio che gli studi degli ultimi anni dimostrino come addirittura il 50% delle stelle contenute in un ammasso stellare molto denso possa aver subito almeno una volta, nel corso degli ultimi 13 miliardi di anni,  un incontro molto ravvicinato con altre stelle.

Come lo sappiamo?  beh! in molti di questi ammassi  è stata osservata la presenza di stelle che non protrebbero formarsi nei normali processi di evoluzione stellare e per i quali la natura della loro stessa esistenza può essere interpretata come l’evoluzione alternativa a seguito di una collisione stellare.

In passato vi era molto scetticismo nella comunità scientifica a proposito di eventi di tale natura ma a partire dagli anni ‘70 del secolo scorso alcune evidenze osservative portarono alla ribalta la questione.

Il satellite Uhuru, lanciato nel 1970,  stava mappando il cielo alla scoperta di sorgenti di raggi X e ne scoprì un centinaio molto brillanti all’interno della nostra galassia. Circa il 10% di queste sorgenti era localizzata all’interno degli ammassi stellari più densi. Detta così non sembrerebbe una gran percentuale ma, se consideriamo il fatto che gli ammassi stellari di tale natura possiedono soltanto lo 0.04% delle stelle della nostra galassia, si comprende quanto quel 10% osservato sia molto più di una piccola percentuale di sorgenti X presente negli ammassi stellari….

Bene ora è un pò tardi e dunque mi fermo però domani continuerò a trattare l’argomento poichè il bello deve ancora venire ;-) ……. PROSEGUE

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About the Author

Raffaele Battaglia

Mi chiamo Raffaele Battaglia, sono un astrofisico anche se oggi mi occupo di sviluppo di prototipi e sistemi di misura per lo spazio, per l’ambiente terrestre e di attività di ricerca su commessa. Tutto ciò avviene grazie alle attività della mia società, che mi permettono, in ogni modo, di rimanere in costante contatto con il mondo dell’astronomia. Ho avuto, così, la possibilità di collaborare con tante realtà quali ad esempio la NASA, l’ESA, L’Agenzia Spaziale Italiana……e tante università ed enti di ricerca..in Italia e nel Mondo. L’attività mi piace moltissimo: viaggiare, conoscere persone interessanti… In guesto Blog tratterò argomenti inerenti all'astronomia, alla fisica, alla vita e alla Natura. Il mio intento è quello di discutere in termini non nozionistici ma più intimamente connessi al pensiero sulla realtà delle cose e della vita. L'Universo ha avuto un'origine? Vi sono altre forme di vita al di fuori della nostra? E se si, come sperare di poterne trovare traccia o di poter comunicare in un linguaggio universale con esse! La vita come noi la conosciamo è frutto del caso, di una divinità oppure qualcosa ci sfugge ancora? Saremo in grado un giorno di comprendere la realtà del Mondo, in quanto creature senzienti? oppure siamo destinati a non poter abbracciare totalmente il senso del tutto? Queste e tante altre sono le questioni sulle quali mi soffermerò e intorno alle quali spero possiamo coinvolgerci vicendevolmente. Per ora vi ringrazio chiunque voi siate e ovunque vi troviate........

11 Responses to “ Collisioni Stellari - Parte 1/2 ”

  1. Mi hai fatto venire un colpo! Stavo già pensando a cosa avrei fatto nelle mie ultime ore di vita. Mi sono venuti in mente tutti i film recenti sulle catastrofi naturali: da quello sull’impatto di una meteora a quello sul mutamento radicale del clima (non mi ricordo i titoli)…. Domanda: dici che la possibilità che il nostro sole subisca una collisione è poco probabile, ma ci sono altri rischi imminenti?
    Grazie e buon lavoro Saro

  2. Era proprio la reazione che volevo suscitare ;-)
    Però mi hai dato una bella idea: Un post sui rischi provenienti dal cielo. Ci metterò un pò in quanto è un argomento che devo approfondire…ma facciamo una cosa. Grazie alla tua richiesta presto scriverò un articolo sui pericoli cosmici…anzi il titolo sarà proprio: “Pericoli Cosmici”…Un’ultima cosa. Se vuoi da ieri ho attivato una nuova funzionalità….vedrai che in home page sulla barra laterale c’è una nuova casella “iscriviti”…inserendo il tuo mail..riceverai direttamene tramite casella di posta tutte le news di KosmoFysis…potrai cancellarti in ogni momento. Grazie Ancora…..;-)

  3. Caspita! anche a me era venuto un colpo.

  4. Sai che bei fuochi d’artificio! Almeno qualcuno su questa Terra abbasserebbe un pò la cresta.

  5. Accidenti..dobbiamo davvero preoccuparci anche di quello che sta lassù. Ma non bastano i problemi che abbiamo qui giù da noi. Meno male che le possibilità sono pochissime…e degli asteroidi cosa mi dici????

  6. Ma davvero credevate che il Sole si stesse scontrando con un’altra stella? Era chiaro che si trattava di un’ipotesi!

  7. Io sto iniziando a fare scorta di viveri :-)

  8. chi di voi ha letto Asterix ed Obelix???? Non avevano paura di nulla tranne di una cosa: che il cielo li cascasse sulla testa…. come li capisco. Se almeno avessi la ricetta per la pozione magica….
    un caro saluto a tutti
    Saro

  9. Hei! Asterix e Obelix????? Ma qui si parla di astronomia mica di fumetti :-)

  10. “Forse il compito di chi ama gli uomini è di far ridere della verità, fare ridere la verità, perché l’unica verità è imparare a liberarci della passione insana per la verità.” dice Guglielmo in “Il nome della Rosa” di Umberto Eco

  11. [...] La prima parte, se vi va, potete leggerla qui. [...]

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