
(di Giuseppe Nobile)
…..Un binocolo è sufficiente per individuare, accanto al grande pianeta, quattro stelle in lento moto. In realtà stelle non sono, ma i satelliti scoperti da Galileo. (…)
Semplici forme di vita adattate ad ambienti estremi sulla Terra potrebbero essere gli abitanti di mondi alieni
La scienza fuori dal Sistema Solare: Stelle, Galassie, Quasar, Buchi Neri, Supernovae, Cosmologia, etc....
Soltanto dopo la scoperta del telescopio, gli astronomi diedero autenticità alle loro conoscenze: si resero conto che lo spazio non si fermava a Saturno, ma si estendeva ben oltre, e che la Via Lattea era costituita da migliaia di piccole stelle. La domanda che ne seguì fu la seguente: a che distanza si trovavano le stelle?
I corpi del Sistema Solare che transitano nei pressi della Terra non sono solo asteroidi. Classificati con il generico nome di "NEOs" (Near Earth Objects), ossia "Oggetti Vicini alla Terra", essi comprendono corpi assai differenti per dimensioni e origine.
Il problema della determinazione della scala delle distanze cosmiche riveste un ruolo chiave in astronomia. La misura della distanza delle sorgenti celesti consente di vincolare le dimensioni dell'Universo e la distribuzione spaziale degli oggetti che lo compongono. Allo stesso tempo, la conoscenza della distanza, nota che sia la magnitudine apparente delle sorgenti in esame, fornisce la luminosità intrinseca delle stesse e quindi informazioni cruciali sui meccanismi di radiazione, sulle proprietà fisiche e sull'evoluzione di questi oggetti.

Venus Express ha mostrato per la prima volta il processo di perdita della sua atmosfera sul lato diurno del pianeta. La sonda interplanetaria aveva già rivelato che la maggior parte della perdita dell’atmosfera avveniva nel lato notturno di Venere. Queste due scoperte portano i planetologi ad essere vicini a comprendere cosa possa essere successo all’acqua di Venere, la quale doveva un tempo essere abbondante quanto qui da noi sulla Terra. (…)

Le regioni polari di Marte sono i maggiori ”serbatoi” di materiale volatile sul pianeta. A causa delle condizioni ambientali, durante il periodo invernale la temperatura raggiunge valori tali da indurre la condensazione dell’anidride carbonica (il maggiore costituente dell’atmosfera marziana) sulla superficie delle regioni polari. (…)

Voglio iniziare questa sezione con una serie di post dedicati a Marte…..il pianeta conosciuto più simile alla nostra amata Terra.
Ho già trattatato di Marte qualche giorno fa in un post dedicato alla ricerca di vita extraterrestre. Qui dedicherò una serie di post al pianeta rosso cercando di incentrare il discorso più sulla parte relativa al pianeta in se: Geologia, Atmosfera, Presenza di acqua, calotte polari, etc. (…)